
Credo che essere una ciccer dia dei privilegi che in nessun'altra categoria si potrebbero avere, in primis quello di ritrovarsi, già di prima mattina, un'orda di gnomi urlanti e scalpitanti che ti parlano a raffica mentre ancora hai mente annebbiata, uvetta negli occhi e bolla al naso.
Momenti topici da ricordare... visto e considerato che si verificano tutti i santi giorni e con la stessa, inquietante, ripetitiva dinamica..
Premetto che la mia è una bella scuola. Vista dall'esterno, come aspetto, somiglia quasi una villetta, con ampio cortile e prato intorno. Quando l'ho vista il primo giorno di scuola l'anno scorso, ho pensato: "UAU..qui ci manca solo la piscina..". Anche all'interno è bella spaziosa: ha così tante classi che, per la prima volta nella mia esperienza di ciccer, anche io ho un'aula tutta per me.
Ma.
C'è un solo neo nella mia scuola: la pressoché totale assenza di praivasi al momento della fotocopiatura...
La fotocopiatura dovrebbe essere un momento sacro, nel quale concentrazione e attenzione sono i principali protagonisti.
Sì, peché fotocopiare per noi ciccers non è mica una cosa che può essere fatta così, alla buona.. non è mica uno scherzo, non è mica un semplice mettere il foglio e spingere il bottone..!
Fotocopiare per noi ciccers è un vero e proprio esercizio di creatività: è l'arte del taglia-fotocopia-incolla-fotocopia, grazie alla quale colui o colei che riesce a risparmiare più carta e più toner, può mettere da parte utili provvigioni e far fronte alla mancanza di fondi per il materiale di facile consumo nei duri mesi invernali dell'anno successivo..
Ma.
Purtroppo per noi la zona fotocopie è situata nell'infaustissimo punto di passaggio dell'orda barbarica mattutina: la guardiola di
Joannes,
Ansa e
Biuti, i collaboratori scolastici (ve ne parlerò, poi...uno alla volta..).
La guardiola consiste in una stanzina-chioschetto che si trova proprio davanti all'entrata. E'separata dall'atrio per mezzo di un muretto posto ad altezza-nano ma, essendo priva di porta, succede che mentre te ne stai superconcentrata nel tuo lavoro di artattacc, i piccoli barbari alimentati a pile d*racell si affacciano di continuo per raccontarti del contenuto della cacchina depositata in giardino dal loro cane, della dentiera della nonna e del raccapricciante brufolo spuntato nella notte sulla chiappa destra del vicino di casa.
Tu, tra un sorriso di circostanza e una battuta qualsiasi tirata a caso nel disperato tentativo di fingere interesse a ciò che i marmocchi dicono, tenti l'impossibile: fare un breve calcolo del numero dei bambini a cui sono destinate le fotocopie, digitare il numero e spingere il pulsante verde.
Il più delle volte mettere insieme 'sì tante abilità è impresa ardua quanto inutile:
- se dovevano essere copie singole, saranno insufficienti;
- se dovevano essere copie fronte-retro, su entrambi i lati sarà stampata la stessa facciata. O, in alternativa: le due facciate sullo stesso lato;
- se doveva essere un ingrandimento, saranno servite minimo 7 prove per raggiungere l'effetto desiderato.
- eseguiti gli ingrandimenti (dopo 7 prove), le successive 30 copie in formato normale risulteranno tutte fuori dal foglio, perché ingrandite al 200%.
...Per ovviare a tutto ciò, ho cominciato ad arrivare a scuola 30 minuti prima, privandomi quindi di preziosissime ore di sonno... :'(
E' dura, durissima, la vita di una ciccer..